Monti faccia un passo indietro, o sarà la catastrofe
Il primo decreto legge del Governo Monti ha prodotto una manovra finanziaria da circa 30 miliardi: 18 sono di maggiori o (nuove) tasse, 13 di tagli. Riprendendo le dichiarazioni del Presidente del Consiglio, “l’insolvenza del nostro Paese è stata scongiurata” (grazie al decreto “salva Italia). Se poi avessimo ascoltato le parole di Monti alla trasmissione di Bruno Vespa “Porta a Porta” (6 dicembre) avremmo definitivamente accettato l’idea di un pericolo scampato. E' davvero così?
Se il default del nostro Paese può essere un evento non auspicabile, vogliamo calorosamente assicurare tutti gli italiani che la nostra Finanza pubblica non aveva davvero alcun bisogno del Presidente bocconiano Monti. Nessuna nuova o maggiore tassa consentirà al nostro deficit annuale di diminuire. Pochi o nessuno dei tagli previsti alla spesa corrente saranno in grado di centrare l’obbiettivo del pareggio di bilancio per il 2013. I 18 miliardi di maggiori imposte che gli italiani saranno chiamati a pagare nei prossimi mesi si tradurranno semplicemente in un maggior incasso erariale.
Queste maggiori entrate che fine faranno? Qualcuno pensa che andranno a colmare le spese correnti, e quindi, a parità di spesa sull’anno precedente, si tradurranno in 18 miliardi di minor deficit? Le buone (e sciagurate) intenzioni del Prof. Monti sarebbero esattamente quelle. L’inconveniente non calcolato è che la macchina che gestisce la spesa pubblica italiana è del tutto fuori controllo. Le spese dei vari gradi della Pubblica Amministrazione sono difficili anche solo da immaginare. Ad un maggior gettito disponibile (dovuto all’aumento delle imposte), l’eventualità più verosimile è un naturale quanto perverso incremento delle spese.
Se vogliamo invece pensare che le sforbiciate alla spesa corrente imposte dal Governo Monti colpiscano l’intelaiatura dei nostri sprechi pubblici abbiamo ancora una volta perso di vista il cuore del problema. Lo spending review chiesto dal Presidente del Consiglio ai suoi Ministeri è una ottima iniziativa. La riforma pensionistica portata avanti dal Ministro Fornero contiene davvero alcuni dei principi su cui si basa la riforma previdenziale auspicata da Tea Party Italia. Si potrebbero aggiungere le riduzioni al numero dei componenti dei Consigli provinciali e di altre strutture governativi. La soppressione di alcuni Enti pubblici inutili e totalmente sconosciuti, qualche sparuto taglio alla Sanità. Nient’altro da aggiungere: tutto questo servirà a qualcosa? No.
Nessun taglio previsto alla spesa corrente sarà mai efficace in termini di riduzione del deficit. La spiegazione è la stessa di cui parlavamo poco fa. La nostra spesa pubblica è fuori controllo. La Pubblica Amministrazione non è in grado di spendere meno perché non è in grado di sapere quanto e dove sta spendendo. La Pubblica Amministrazione deve del tutto cessare l’erogazione di alcuni dei suoi servizi.
Se, come dice il Professor Monti, il default è scongiurato, Tea Party Italia vorrebbe puntualizzare qualche piccolo aspetto del decreto “salva Italia”. Il canone RAI non deve essere oggetto di verifiche (art. 17 del decreto): il canone RAI e tutta la televisione pubblica devono scomparire. Le dismissioni del patrimonio dello Stato (mobiliare e immobiliare, art. 27 del decreto) non sono un corollario alla manovra: la riduzione delle attività statali è l’unica strada per evitare la banca rotta. Non esistono “disposizioni per la crescita” (Titolo I del decreto), il Presidente dell’Università Bocconi è ancora convinto che la crescita economica vada stimolata! La crescita economica deve essere liberata! Lo Stato e i suoi problemi finanziari sono solo un vincolo al benessere dei cittadini.
Condivido, salvo la chiusura del pezzo: " ...Lo Stato e i suoi problemi finanziari sono solo un vincolo al benessere dei cittadini. "
Sarà peggio, molto peggio: Lo Stato e i suoi problemi finanziari sarnno la rovina dei cittadini. (Il benessere se n'è andato da tempo, salvo che per i parassiti imboscati nell' APPARATO)
secondo me si perdono di vista troppi punti e ci si distacca dalla realtà delle cose.
una cosa è parlare di un mondo ideale, altro è la situazione contingente in cui ci troviamo.
condanniamo il governo monti perchè non ha fatto abbastanza dal lato della riduzione della spesa. e per di più ha alzato le tasse. e fino a qui nulla da replicare.
e però vediamo di ampliare il quadro inserendo 4 punti:
1. quanto era stato fatto in precedenza
2. la questione temporale. da quanto è in carica il governo?
3. a chi fa riferimento?ovvero, quali sono i partiti che lo appoggiano (e dei quali voti il governo necessita?)
4. qual è il quadro di contorno in cui è inserito?ovvero il quadro europeo?
se prendiamo in considerazione tutti e quattro, appare chiaro che, per fare alcune riforme/tagli, vista l'urgenza della situazione( sia il rischio default che la necessità di portare una manovra dai saldi certi per l'appuntamento europeo dell'8-9 dicembre che ci permetta di trattare alla pari con gli altri paesi) probabilmente non c'era disponibilità di tempo. il che non vuol dire che la dismissione del patrimonio pubblico e tagli alle inefficienze non verranno presi in considerazione più avanti. credo che il volere tutto e subito sia da una parte ingeneroso(mi sembra che altri governi hanno avuto ben più credito in termini di tempo rispetto a 17 giorni, pur facendo nei fatti molto meno) e inoltre miope, perchè non si può pensare ad una politica iperliberista con una coalizione così disomogenea.
eppur qualcosa si muove, e viste le osservazioni precedenti, non mi pare davvero irrilevante. d'altra parte dovrebbero essere chiare a tutte le alternative a questa situazione. non vedo come, maggiori tasse ( accompagnate però da una riforma delle pensioni , da un principio di liberalizzazioni etc) possano essere più criticate di un default. che è il punto di arrivo cui si sarebbe giunti nel caso di elezioni e nuova campagna elettorale.
quindi...realismo gente. lottare per l'abbassamento delle tasse, per il meno stato, perchè il governo, messa una toppa necessaria, abbia ora l'opportunità di lavorare sugli altri versanti. e basta retorica, sia da parte dei partiti che ora stanno all'opposizione (vedi lega con la sua difesa dello status quo: pensioni, comunità montane, province etc) sia al governo (che hanno avuto tutto il tempo necessario per concentrarsi sul taglio di spesa e tasse e non mi pare sia stato fatto).
Enrico ha perfettamente ragione quando considera i tempi e le circostanze in cui si trova il governo Monti.
I tagli non si fanno in 17 giorni, Le tasse si, anche meno e sono considerate anche interventi strutturali.
Il problema è che di tagli se ne parla da 20 anni, ma che nei fatti in 20 anni si sono fatte solo tasse e io sono 20 anni che sento parlare di crisi economica... iniziai a lavorare nel 1991 e i neocolleghi di allora già mi dicevno "ora c'è crisi, non è piu come una volta". Da allora le cose sono andate costantemente peggio.
Monti diceva che avrebbe mantenuto gli accordi presi con l'europa, e io, visto che l'europa in sostanza non chiedeva nuove tasse, ho avuto fiducia in lui; "ci voleva un governo tecnico per fare quello che nemmeno un governo liberale di centro/destra ha fatto/voluto fare" dicevo io. Non avevo capito nulla.
Monti ha detto che se non si trovavano risorse subito, a rischi c'erano gli stipendi (pubblici aggiungo io) e le pensioni... invece con questa manovra ora ancora piu a riscio ci sono gli stipendi di quei dipendenti privati che sono/resteranno senza lavoro per colpa della crisi di per se setssa gia dura. quando si dice che a pagare sono sempre i soliti...
Nel frattempo con questa manovra abbiamo abbassato (per ora un po) lo spred, almeno questo.
A me resta il dubbio che se in 17 giorni si è comunque riusciti a fare un importante modifica del sistema pensionistico come si è fatto, in 17 giorni il tempo di fare qualche taglettino qua e la si poteva trovare.
A questo punto quello che posso pensare di Monti è che sia un bravo burocrate pubblico che agisce da bravo burocrate pubblico....
Spero di potermi ricredere ancora.
Aspettiamo prima di giudicare. Anch'io auspico che la manovra abbia una seconda parte, una parte nella quale si procederà ai tagli alla spesa. Però mi accontento della riforma delle pensioni. In un paese di socialismo reale come il nostro è già una cosa enorme avere toccato le pensioni. Anzi, ho paura che Monti si faccia intimidire dai sindacati, anche se Monti ha ridimensionato la concertazione, e questa è un'altra cosa positiva, visto lo strapotere dei sindacati.
D'altronde sarà dura fare peggio del governo precedente: Berlusconi ci ha imposto 115 miliardi di euro di tasse in 6 mesi e non ha avviato alcuna privatizzazione ed alcuna liberalizzazione in 17 anni! Però ha previsto il redditometro... Proprio un vero liberista...
Insomma critichiamo Monti ma non dimentichiamo che abbiamo avuto Prodi e Berlusconi, non credo che il bocconiano riesca a fare ancora peggio. Guardando i fatti quello di Monti è il governo più a destra che abbiamo avuto nella storia repubblicana. Non sarà la Thatcher ma io (per ora) mi accontento.
Si Stefano Monti farà ancora peggio e un suo ministro lo ha già chiarito: le aziende pubbliche non si toccano, quindi le vere riforme non si faranno.
Amen
Salve a tutti, mi permetto una piccola considerazione rispetto ai vostri interessanti commenti.
La famosa lettera BCE non prevedeva interventi mirati ad un incremento del gettito fiscale. Monti al contrario sostiene che lo Stato abbia bisogno di maggiori entrate tributarie. Ecco allora l'aumento di esistenti o l'introduzione di nuove tasse. Monti non è più europeista?
La situazione della finanza pubblica italiana è più grave di quanti molti pensano. In 17 giorni non si può certamente progettare una riduzione significativa dell'attivo statale (RAI, partecipazioni finanziarie, patrimonio immobiliare, società municipalzzate,ecc.). TUTTAVIA, quello che Monti DOVEVA fare era semplice: porsi come un governo tecnico che annunciava ai creditori italiani (detentori dei nostri titoli) azioni tecniche volte a rassicurarli. Ovvero un piano con scadenze precise dei punti di cui sopra (RAI, partecipazioni finanziarie, patrimonio immobiliare, società municipalzzate,ecc.) e riforme istituzionali estese come previste dalla lettera BCE.
In aggiunta Monti, essendo un tecnico, doveva prevedere un piano di garanzie collaterali (sul patrimonio pubblico) ai titoli di Stato emessi. Non è questa forse la migliore delle garanzie chieste da un creditore?
La manovra salva Italia peggiora solo le cose perchè RIMANDA le soluzioni di cui ho parlato e ATTUA aumento dello statalismo italiano che è causa originaria e principale dei nostri problemi di finanza pubblica.
Saluti.
Simone Scarlini
Questo articolo ha avuto 7 commenti
Carmelo Miragliotta
Postato il 2011-12-07 05:47:52
Condivido, salvo la chiusura del pezzo: " ...Lo Stato e i suoi problemi finanziari sono solo un vincolo al benessere dei cittadini. " Sarà peggio, molto peggio: Lo Stato e i suoi problemi finanziari sarnno la rovina dei cittadini. (Il benessere se n'è andato da tempo, salvo che per i parassiti imboscati nell' APPARATO)
corrado d.
Postato il 2011-12-07 06:30:43
secondo me si perdono di vista troppi punti e ci si distacca dalla realtà delle cose. una cosa è parlare di un mondo ideale, altro è la situazione contingente in cui ci troviamo. condanniamo il governo monti perchè non ha fatto abbastanza dal lato della riduzione della spesa. e per di più ha alzato le tasse. e fino a qui nulla da replicare. e però vediamo di ampliare il quadro inserendo 4 punti: 1. quanto era stato fatto in precedenza 2. la questione temporale. da quanto è in carica il governo? 3. a chi fa riferimento?ovvero, quali sono i partiti che lo appoggiano (e dei quali voti il governo necessita?) 4. qual è il quadro di contorno in cui è inserito?ovvero il quadro europeo? se prendiamo in considerazione tutti e quattro, appare chiaro che, per fare alcune riforme/tagli, vista l'urgenza della situazione( sia il rischio default che la necessità di portare una manovra dai saldi certi per l'appuntamento europeo dell'8-9 dicembre che ci permetta di trattare alla pari con gli altri paesi) probabilmente non c'era disponibilità di tempo. il che non vuol dire che la dismissione del patrimonio pubblico e tagli alle inefficienze non verranno presi in considerazione più avanti. credo che il volere tutto e subito sia da una parte ingeneroso(mi sembra che altri governi hanno avuto ben più credito in termini di tempo rispetto a 17 giorni, pur facendo nei fatti molto meno) e inoltre miope, perchè non si può pensare ad una politica iperliberista con una coalizione così disomogenea. eppur qualcosa si muove, e viste le osservazioni precedenti, non mi pare davvero irrilevante. d'altra parte dovrebbero essere chiare a tutte le alternative a questa situazione. non vedo come, maggiori tasse ( accompagnate però da una riforma delle pensioni , da un principio di liberalizzazioni etc) possano essere più criticate di un default. che è il punto di arrivo cui si sarebbe giunti nel caso di elezioni e nuova campagna elettorale. quindi...realismo gente. lottare per l'abbassamento delle tasse, per il meno stato, perchè il governo, messa una toppa necessaria, abbia ora l'opportunità di lavorare sugli altri versanti. e basta retorica, sia da parte dei partiti che ora stanno all'opposizione (vedi lega con la sua difesa dello status quo: pensioni, comunità montane, province etc) sia al governo (che hanno avuto tutto il tempo necessario per concentrarsi sul taglio di spesa e tasse e non mi pare sia stato fatto).
Enrico
Postato il 2011-12-08 04:34:59
Certo che c'è da prendere in considerazione altre cose. Basta non distogliere lo sguardo dalla via maestra
Riccardo
Postato il 2011-12-10 11:47:55
Enrico ha perfettamente ragione quando considera i tempi e le circostanze in cui si trova il governo Monti. I tagli non si fanno in 17 giorni, Le tasse si, anche meno e sono considerate anche interventi strutturali. Il problema è che di tagli se ne parla da 20 anni, ma che nei fatti in 20 anni si sono fatte solo tasse e io sono 20 anni che sento parlare di crisi economica... iniziai a lavorare nel 1991 e i neocolleghi di allora già mi dicevno "ora c'è crisi, non è piu come una volta". Da allora le cose sono andate costantemente peggio. Monti diceva che avrebbe mantenuto gli accordi presi con l'europa, e io, visto che l'europa in sostanza non chiedeva nuove tasse, ho avuto fiducia in lui; "ci voleva un governo tecnico per fare quello che nemmeno un governo liberale di centro/destra ha fatto/voluto fare" dicevo io. Non avevo capito nulla. Monti ha detto che se non si trovavano risorse subito, a rischi c'erano gli stipendi (pubblici aggiungo io) e le pensioni... invece con questa manovra ora ancora piu a riscio ci sono gli stipendi di quei dipendenti privati che sono/resteranno senza lavoro per colpa della crisi di per se setssa gia dura. quando si dice che a pagare sono sempre i soliti... Nel frattempo con questa manovra abbiamo abbassato (per ora un po) lo spred, almeno questo. A me resta il dubbio che se in 17 giorni si è comunque riusciti a fare un importante modifica del sistema pensionistico come si è fatto, in 17 giorni il tempo di fare qualche taglettino qua e la si poteva trovare. A questo punto quello che posso pensare di Monti è che sia un bravo burocrate pubblico che agisce da bravo burocrate pubblico.... Spero di potermi ricredere ancora.
stefano o
Postato il 2011-12-11 10:15:01
Aspettiamo prima di giudicare. Anch'io auspico che la manovra abbia una seconda parte, una parte nella quale si procederà ai tagli alla spesa. Però mi accontento della riforma delle pensioni. In un paese di socialismo reale come il nostro è già una cosa enorme avere toccato le pensioni. Anzi, ho paura che Monti si faccia intimidire dai sindacati, anche se Monti ha ridimensionato la concertazione, e questa è un'altra cosa positiva, visto lo strapotere dei sindacati. D'altronde sarà dura fare peggio del governo precedente: Berlusconi ci ha imposto 115 miliardi di euro di tasse in 6 mesi e non ha avviato alcuna privatizzazione ed alcuna liberalizzazione in 17 anni! Però ha previsto il redditometro... Proprio un vero liberista... Insomma critichiamo Monti ma non dimentichiamo che abbiamo avuto Prodi e Berlusconi, non credo che il bocconiano riesca a fare ancora peggio. Guardando i fatti quello di Monti è il governo più a destra che abbiamo avuto nella storia repubblicana. Non sarà la Thatcher ma io (per ora) mi accontento.
Antonio
Postato il 2011-12-16 02:03:06
Si Stefano Monti farà ancora peggio e un suo ministro lo ha già chiarito: le aziende pubbliche non si toccano, quindi le vere riforme non si faranno. Amen
Simone Scarlini
Postato il 2011-12-17 03:42:05
Salve a tutti, mi permetto una piccola considerazione rispetto ai vostri interessanti commenti. La famosa lettera BCE non prevedeva interventi mirati ad un incremento del gettito fiscale. Monti al contrario sostiene che lo Stato abbia bisogno di maggiori entrate tributarie. Ecco allora l'aumento di esistenti o l'introduzione di nuove tasse. Monti non è più europeista? La situazione della finanza pubblica italiana è più grave di quanti molti pensano. In 17 giorni non si può certamente progettare una riduzione significativa dell'attivo statale (RAI, partecipazioni finanziarie, patrimonio immobiliare, società municipalzzate,ecc.). TUTTAVIA, quello che Monti DOVEVA fare era semplice: porsi come un governo tecnico che annunciava ai creditori italiani (detentori dei nostri titoli) azioni tecniche volte a rassicurarli. Ovvero un piano con scadenze precise dei punti di cui sopra (RAI, partecipazioni finanziarie, patrimonio immobiliare, società municipalzzate,ecc.) e riforme istituzionali estese come previste dalla lettera BCE. In aggiunta Monti, essendo un tecnico, doveva prevedere un piano di garanzie collaterali (sul patrimonio pubblico) ai titoli di Stato emessi. Non è questa forse la migliore delle garanzie chieste da un creditore? La manovra salva Italia peggiora solo le cose perchè RIMANDA le soluzioni di cui ho parlato e ATTUA aumento dello statalismo italiano che è causa originaria e principale dei nostri problemi di finanza pubblica. Saluti. Simone Scarlini