IL 26 NOVEMBRE TUTTI A MILANO! - foto

Sabato 26 novembre dalle ore 14.30 il  Tea Party Italia – referente ufficiale per l'Europa dei Tea Party Patriots USA - darà vita ad una importante manifestazione a Milano in P.za S. Babila a cui aderiscono moltissimi movimenti e associazioni liberali italiane. E’ la prima manifestazione nazionale di tutti i Tea Party del nostro paese contro l'invasione dello stato nella vita dei cittadini, contro un fisco oppressivo e una politica incapace di agire per il bene del paese. Un'occasione importante per per dire no a gran voce ad ulteriori tasse: no ad ulteriori aumenti dell'IVA, no all'ICI e no alle patrimoniali. Sì a riforme coraggiose in senso liberale, sì ai tagli alla spesa pubblica, sì alle liberalizzazioni e alla riduzione del carico fiscale.

Monti si è insediato al Governo e non ha ancora chiarito questo punto determinante: vuole rilanciare il paese tagliando la spesa, le tasse e liberalizzando o lo vuole fare prosciugando i risparmi degli italiani?
Il governo tecnico si insedia per fare riforme impopolari che avrebbero scontentato l’elettorato di una parte o dell’altra, chiediamo a gran voce che queste riforme siano autenticamente liberali e non si traducano nella via più facile da percorrere: l'ennesimo salasso fiscale, dipinto come risolutivo, che darebbe però il colpo di grazia ad imprese, famiglie e ceto medio.

Tea Party Italia, da P.za S.Babila vuole lanciare un messaggio forte: la battaglia contro un fisco oppressivo è la chiave di volta per un vero rilancio del paese. Tantissimi gli ospiti importanti che interverranno durante la manifestazione.

Saranno con noi numerosi ospiti autorevoli, fra cui: Carlo Lottieri, Adriano Teso, Alessandro De Nicola, Giancarlo Pagliarini, Marco Respinti, Annalisa Chirico e molti altri ancora. 

Info:
Portavoce Nazionale: Giacomo Zucco
giacomo.zucco@teapartyitalia.it, 329.7717158

Segreteria Organizzativa: Saba Giulia Zecchi
saba.zecchi@teapartyitalia.it, 377.4178051


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Articolo postato il 22/11/2011 - Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Questo articolo ha avuto 4 commenti


Francesco

Postato il 2011-11-22 10:44:48

Ma perché diavolo non c'è Antonio Martino ?

Lorenzo

Postato il 2011-11-24 15:42:30

Per avere il liberalismo ci vuole la democrazia , Monti é illegittimo, non elleto frutto di un abuso di discrezione nella scelta del premier dal presidente ignorando i limiti della costituzione e del suffragio universale , perciò non farà nessun liberalismo . Bisogna proclamare lo sciopero fiscale ad oltranza , unico per ristabilire democrazia e liberalismo

Giulio

Postato il 2011-11-25 16:10:36

Lo Stato deruba i cittadini del 52% di ciò che guadagnano (in media), lo Stato ha bisogno di tutti questi soldi perché spende tanto. La spesa è sempre proporzionale alla pressione fiscale: più si spende, più si tassa. Se diminuisce la spesa pubblica allora diminuiscono anche le tasse ! Bisogna chiudere il rubinetto della spesa per azzerare il deficit di bilancio annuale e per tornare a crescere è indispensabile ridurre la pressione fiscale, dunque la spesa ! Ma non con i tagli lineari che non risolvono e creano solo problemi, né con le manovre finanziarie che servono solo a deprimere l’economia con nuove tasse, servono solo RIFORME STRUTTURALI che facciano risparmiare lo Stato: provincie, comuni, numero parlamentari e consiglieri regionali, bicameralismo, pensioni, sanità (del cui monopolio pubblico non parla mai nessuno), gestione dei beni artistici, municipalizzate, public utilities, è tutto da riformare ! A causa del basso tasso di natalità e la vita media sempre più lunga, sanità e pensioni ci costeranno sempre di più a livello esponenziale col passare del tempo. Solo risparmiando si potranno drasticamente abbassare le tasse. Negli anni ‘50 del boom economico lo Stato prendeva solo il 30% di ciò che guadagnavano gli italiani (oggi 52%), il resto lo lasciava nelle loro tasche per poter spendere, consumare, investire, produrre, creare posti di lavoro. Azzerato il deficit di bilancio annuale, bisogna ridurre il debito pubblico come farebbe qualsiasi ricco indebitato: vendendo il patrimonio. Vendere l’immenso patrimonio immobiliare e le aziende, privatizzare le municipalizzate che creano debito e corruzione, solo così si ottengono centinaia di miliardi di euro per abbassare il debito pubblico e farlo tornare sotto l’ 80% del pil (oggi siamo al 120%). Meno spesa, meno tasse, meno debito: allora i mercati saranno al sicuro, potremo stare tranquilli e tornare a crescere. Lo statalismo e la mentalità secondo cui lo Stato deve spendere tanto/tassare tanto per gestir e controllare tutto ci sta portando alla rovina.

Antonio

Postato il 2011-11-26 09:37:39

Egregio On. Berlusconi , temo che lei consideri gli Italiani più sciocchi di quanto non siano, infatti il PDL sembra battersi contro la “patrimoniale”, ma l'ICI è già una patrimoniale quindi aumentare questa imposta equivale a mettere una nuova patrimoniale (anche se limitata ad una parte del patrimonio). Mi sembra d'essere tornato al tempo della DC e del PCI, i due partiti sembravano contrapposti ma nella realtà collaboravano attivamente per spremere i cittadini. Lei forse vorrà dirmi: che la sinistra vuole tassare tutto il patrimonio non solo quello immobiliare. Probabilmente ha ragione ma non cancella l'osservazione che le ho fatto all'inizio, che la situazione è gravissima e tutti dobbiamo fare sacrifici. Bene, incominciamo dagli apparati del sotto-goverono: Eni, Rai, Enel, Finmeccanica, FFSS, Municipalizzate, cooperative di vari colori, ecc. Quando si saranno alienati questi carrozzoni a forma di greppie da cui mangia, senza mai saziarsi, la casta dei politici, allora potrete chiedere a noi dei sacrifici. Lo stato non siamo noi cittadini perché: “Un uomo non cessa d'essere schiavo semplicemente perché gli si permette di scegliere il suo padrone ogni quattro [cinque] anni” (Spooner). Lo stato siete solo voi “padroni” che vi alternate a comandarci e lottate tra di voi forsennatamente solo per spartirvi i frutti del nostro sudore. Noi siamo gli schiavi: il voto di ogni uno di noi ha un valore infinitesimo e se ci uniamo per eleggere qualcuno l'eletto si adeguerà rapidamente all'andazzo del palazzo. Onorevole dalla nascita di Forza Italia io l'ho sempre votata ma alle prossime elezioni dubito che rinnoverò il voto al PDL, non ho mai votato DC (ho 65 anni ed ho votato a lungo per il PLI del grande Malagodi) certo non voto ora per il suo redivivo fantasma. Cordiali saluti. Ing. Antonio Bettanini

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